26/03/2008 |
L'incertezza del precariato in "TUTTA LA VITA DAVANTI"
di Chiara Orlandi
Dopo Ascanio Celestini con il suo “Parole sante” anche Paolo Virzì affronta la difficile tematica del precariato in Italia.
La storia è quella di una venticinquenne laureata in filosofia (Isabella Ragonese) che come tanti giovani della sua età per guadagnarsi da vivere fa l’operatrice in un call center. Attorno a lei ruota il mondo dei “precari”: la capotelefonista interpretata da Sabrina Ferilli, un accanito venditore che ha il volto del bravissimo Elio Germano, e un sindacalista forse un po' velleitario (Valerio Mastrandrea).
La sceneggiatura è stata curata dalla stessa autrice de “Il mondo deve sapere”, un romanzo di Michela Murgia che illustra la vita precaria da “call center” e che denuncia uno sfruttamento piramidale difficile da combattere.
L’impossibilità di fare progetti e l’incertezza nel futuro divengono i motori di un psicodramma collettivo descritto da Virzì come la vera povertà delle nuove generazioni.
“Tutta la vita davanti” uscirà nelle sale italiane il 28 marzo.